Nell’immediato
retroterra di Scalea troviamo Papasidero. Superata di poco S. Domenica di Talao
dopo 10 km di strada in salita con stupendo panorama, si percorrono altri 13 km
attraverso boschi di castagni e si giunge a Papasidero.
Di origine bizantina
il paese conserva ancora resti di un castello e il santuario di S. Maria di
Costantinopoli con affreschi bizantineggianti del ‘300, che sorge nei pressi
dell’abitato. Di particolare interesse artistico è un affresco della Madonna con
Bambino. Si segnala anche la cappella di S. Sofia con affreschi davvero
notevoli. Ma ciò che richiama quì i visitatori è la Grotta del Romito dove si
trovano segni che provano la presenza dell’uomo del paleolitico superiore; di
particolare pregio è un graffito raffigurante due buoi, dalle linee essenziali
ed armoniose. Gli scavi effettuati all’interno della grotta hanno portato alla
luce anche scheletri umani. Uno di questi è stato trovato con il petto trafitto
da una freccia di pietra. Presso la grotta è stato anche rinvenuto materiale
archeologico. Accanto ad essa è una chiesetta basiliana. Per arrivare alla
grotta occorre percorrere un lungo tragitto; prima bisognerà raggiungere il
villaggio di Compagna, sempre lungo la valle del fiume Lao (suggestivo è
l’itinerario a piedi) e saremo alla grotta del Romito. A pochi km da Papasidero
in località Avena, si può ancora vedere un’antico monastero basiliano del X sec.
Pregiato il vino del luogo e l’artigianato locale della lavorazione del
legno.

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